
Fermare le perdite di calore: un modo più intelligente per gestire la produzione
Se vogliamo davvero raggiungere gli obiettivi legati alla riduzione delle emissioni di carbonio nella produzione industriale, dobbiamo smettere di riscaldare elementi che non hanno bisogno di essere riscaldati.
La maggior parte di noi è abituata al riscaldamento convenzionale: si tratta di riscaldare un’intera stanza piena d’aria, sperando che il calore arrivi fino al wafer. È uno spreco di energia. Ecco perché stiamo passando a sistemi a lampade a infrarossi per il riscaldamento e la cottura dei materiali. Invece di riscaldare l’intera stanza e tutte le pareti, possiamo dirigere l’energia esattamente dove è necessaria.
Si tratta semplicemente di aumentare gradualmente la temperatura.
I sistemi tradizionali presentano un grande carico termico, che richiede molto tempo per essere attivato. Con le lampade a onde corte, invece, l’energia arriva sulla superficie del wafer quasi istantaneamente. In questo modo, i tempi di attesa diminuiscono da minuti a secondi. Quando si lavora in condizioni di alta produzione, questi secondi risparmiati rappresentano una notevole riduzione nell’energia necessaria per far funzionare le macchine.
Per ottenere le temperature desiderate, utilizziamo filamenti riempiti di halogeno all’interno di involucri in quarzo ad alta purezza. Questo permette di concentrare molta energia in uno spazio estremamente piccolo.
Ma c’è un problema: poiché il flusso di calore è così intenso, non si può trascurare il sistema di raffreddamento. Bisogna assicurarsi che i sistemi di raffreddamento siano in grado di gestire il calore in eccesso generato dalle lampade. Altrimenti, i componenti potrebbero danneggiarsi.
La cosa migliore? Non è necessario sostituire tutto.
Abbiamo progettato questi dispositivi per essere semplici sostituti dei vecchi elementi di riscaldamento. Utilizziamo connettori standard, quindi non ci sono problemi legati alla cablaggio durante l’installazione. L’obiettivo è quello di passare a dispositivi “verdi” senza dover interrompere la produzione per settimane.
In definitiva, si tratta semplicemente di fisica: concentrare il calore sulle parti interessate, evitando sprechi di energia. Meno sprechi, meno energia necessaria, processo più semplice.